I frutti dimenticati: Storia e tradizione popolare

Presentazione  

Per "frutti dimenticati" si intendono quelle produzioni arboree frutticole quali: nespola, sorba, pera volpina, mela della rosa, mela cotogna, corbezzolo, corniolo, melograno ed altri, ottenute in prevalenza in aree marginali collinari, che in passato erano diffusamente conosciute e utilizzate dalle popolazioni locali nell'ambito di un'economia agricola di autosussistenza, all'interno di un utilizzo poco più che familiare, e che attualmente non vengono più coltivate dato il modificarsi delle modalità produttive agricole rivolte soprattutto al mercato, per cui rischiano la vera e propria estinzione e con esse il perdersi di tradizioni culturali e culinarie tipiche della dimensione contadina collinare.
La presente pubblicazione è stata realizzata quale materiale didattico ed informativo relativo al progetto complesso denominato "Riscoperta dei frutti dimenticati", e per il corso ad esso collegato denominato "Coltivazione e valorizzazione di frutti dimenticati ed erbe", al quale hanno partecipato imprenditori, coadiuvanti agricoli ed operatori agrituristici del Comune di Casola Valsenio ed in misura limitata dei comuni della Comunità montana faentina. I frutti dimenticati, infatti, sono già protagonisti di alcune feste a loro
dedicate che si svolgono nell'area collinare faentina, come in particolare la "Festa dei frutti dimenticati", che si tiene il terzo fine settimana del mese di ottobre di ogni anno a Casola Valsenio.
Il reimpianto di frutti dimenticati in un'area collinare come quella di Casola Valsenio può favorire la ripresa di colture integrative e di nicchia, per fornire materia prima necessaria a promuovere attività di commercializzazione e trasformazione dei prodotti derivati, e per la ripresa di una ristorazione legata a prodotti tipici del territorio collinare, che possono fare da supporto e volano ad iniziative più complessive di sviluppo del turismo e dell'immagine del territorio collinare e di Casola Valsenio in particolare.
Ricordiamo che nella zona esistono già diversi ristoranti, sensibili all'offerta di prodotti tipici della zona, che hanno avviato la produzione di piatti a base di erbe officinali e che partecipano al concorso "Piatto Verde", promosso annualmente dalla Società d'Area. Il recupero dei frutti dimenticati intende parallelamente stimolare l'attenzione e la riscoperta di tradizioni culturali connesse ad un loro utilizzo non solo alimentare, ma anche curativo che può essere ripreso in chiave moderna, attraverso un recupero delle antiche tradizioni popolari della collina romagnola e Casolana in particolare. Rosa Banzi  (tratto dalla pubblicazione "I Frutti dimenticati - Storia e tradizione popolare"

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