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Frutto, ma è più giusto chiamarlo seme,
carnoso, bianco, avvolto da una pellicola ruvida color nocciola che
cresce entro un nòcciolo oblungo, appiattito e bucherellato. Si dividono
in due varietà: le mandorle amare che contengono l'amigdalina e le dolci
che ne sono prive. Tra queste ultime, nella Romagna di un tempo, si
trovavano le mandorle di S. Caterina, o Catera, le mandorle premici, o
stiacciamani, e le mandorle ambrogine. I contadini romagnoli ricordano
agli amândli marzosi, amare, ricercate per uso, molto limitato perché
intossicanti, in pasticceria e altro. Anche Pietro Andrea Mattioli ha
scritto delle mandorle, sia di quelle dolci che delle amare:
"Volgarissimi frutti sono le Mandorle, tanto le dolci dico, quante le
amare. Ma è differenza però tra loro: percioche assai più calde, e più
diseccative sono le amare, che le dolci. Il che si fa, che per purgare
il petto da i frigidi, e grossi humori assai più le amare; che le dolci
si lodino. Fioriscono i Mandorli nel principio della primavera, e fanno
il frutto simile à uno cuore, cioè le mandorle, le quali sono tenere si
mangiano in Toscana, e massimamente dalle donne gravide, imperò che sono
appetitose, e dilettevoli. Ricolgonsi il mese d'Agosto nel fine della
state, nel tempo che la prima scorza si rompe. Le Mandorle dolci non
sono costrittive, e hanno solamente virtù di diseccare, e di mondificare:
e purgano le viscere, e mondificano per via di sputo gli humori del
petto, e del polmone. Le Mandorle, che manifestamente sono amare, hanno
veramente virtù di diseccare, di purgare per via di sputo i grossi, e
viscosi humori del petto, e del polmone. Oltre a ciò aprono e
mondificano le oppilationi del fegato, e delle vie estreme, causate da
grossi, e viscosi humori, così medesimamente sanano i dolori del
costato, della milza, della colica, e delle reni. Non sono le Mandorle
di gran nutrimento; come che molti le usino ne restaurativi, e nelle
medicine, che aumentano il coito. Mangiate le Mandorle amare da i Galli
e dalle Galline gl'ammazzano. Peste e legate sopra le tempie mitigano il
dolore del capo, e fanno dormire". Migliore è invece il giudizio che
delle mandorle dà Giacomo Castelvetro: "Le màndole verdi son pur buone
intorno a questo tempo (estate), ma poco durano, e son delle nociuole
vie più sane, et è stimato frutto più nobile. della pasta di questo
frutto si fanno diversi salutevoli e delicati mangiari, oltre al
marzapane e a simiglianti confezioni, che sono ad ognuno oggimai communi;
ma intendo io delle lanatelle (forse dolci) del latte e del butiro, che
di lui si fanno, non ad ogni nazione note". La mandorla, secondo il
proverbio, era ritenuta il primo frutto della stagione che si chiudeva
con un altro "frutto dimenticato": è prem frot l'è la mandulena,/ l'ùltum
l'è la nispulena (Il primo frutto è la mandorlina,/ l'ultimo è la
nespolina). Il mandorlo infatti fiorisce quando ancora c'è la neve sui
monti e sembra annunciare la primavera ed invece spesso tornano il gelo,
la neve, le nuvole e le bufere. Così ogni anno questa pianta illude e
inganna gli uomini e per questo è simbolo di fatuità, ma una fatuità
geniale che si perdona volentieri per la squisitezza del suo frutto. Le
mandorle dolci sono usate molto in pasticceria e confetteria, ed il loro
olio è usato come blando lassativo. Hanno un consumo casalingo e sono
buone e nutrienti ma di difficile digestione. Rappresentano comunque un
eccellente companatico, apprezzato un tempo dai contadini romagnoli, per
olio, albumina e zuccheri, atto a sostituire la carne. Controindicate
per uso alimentare sono le mandorle amare che contengono il velenoso
acido cianidrico, nondimeno c'è chi usa una mandorla amara per la pasta
dei biscotti o per dare gusto delicato agli amaretti. Questo frutto è
entrato anche nei modi di dire dei romagnoli: Fatt ad amândla, significa
che una forma romboidale e capita anche di udire ancora ôna amândla
d'piè, cioè un quadro di piada fritta. L' "acqua di mandorle amare" si
usa a bassissime dosi negli adulti come sedativo nelle tossi convulsive,
asma, laringospasmo, gastrite acuta, calcolosi epatica, blefarospasmo
(localmente), laringiti (inalazioni) e come correttore del sapore. Dal
punto di vista cosmetico dalle mandorle si ricava una pasta per mani
screpolate da detersivi e per i rossori. La farina di mandorle è
ammorbidente dell'epidermide ed è utile per pelli sensibili o
eczematose.
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